Sembra un’esagerazione. Non lo è. Ogni volta che apparecchiamo stiamo prendendo decisioni — su chi siede dove, su quanto spazio si dà a ciascuno, su cosa si mette al centro e cosa ai margini. La tavola è una mappa di valori prima ancora di essere un posto dove mangiare.
Pensa all’ultima volta che hai apparecchiato per qualcuno. Hai scelto le posate, i piatti, come disporre i bicchieri. Forse ci hai messo poco, forse molto. In ogni caso hai fatto delle scelte — e quelle scelte dicono qualcosa su come immagini quel momento insieme.
Che la tavola sia il cuore della nostra vita insieme lo sappiamo tutti, eppure vale la pena ripeterlo. Condividere il cibo con altre persone è ancora un gesto carico di significato. E prima ancora di mangiare c’è qualcosa che tendiamo a trascurare: il momento in cui si serve, si tocca, si compone, si apparecchia. Il nostro rapporto con il cibo è innanzitutto fisico e gestuale, e il design può avere un ruolo decisivo nel dare forma a nuovi rituali e nuove visioni attorno a questi momenti. Ma può davvero nascere una rivoluzione dagli oggetti che mettiamo in tavola?
La risposta è sì! Scegliere con cura una tovaglia, i piatti, le posate e anche piccoli accessori, é un gesto di amore e di attenzione per chi accogliamo alla nostra tavola. Non necessariamente dobbiamo richiamarci alle apparecchiature classiche, noi ad esempio amiamo questo nuovo minimalismo che vede accostare piatti molto semplici, con #posateria essenziale e piccoli oggetti in legno e pietra.
Apparecchiare é anche un modo di esprimere creatività, e farlo a tema, Pasqua, Natale oppure compleanni e altre ricorrenze, o ancora riferito alle stagioni, o semplicemente utilizzando un solo colore, é un modo per dire che diamo importanza alle relazioni, al momento condiviso insieme.